Una decina d’anni più di me. Una casa riempita con migliaia di libri.
Musicista. Intelligente. Un po’ narcisista.
Piacevole conversazione.
Stavamo bevendo un the nella sua cucina.
Tu non lo sai, ma io sono un anaffettivo
Quella è stata la prima volta che l’ho sentito dire ’sta cosa dell’anaffettività, ma l’avrebbe ripetuta più di una volta (repetita juventus?
).
E da allora mi chiedo il significato e le ragioni di questa affermazione. Soprattutto per l’insistenza con cui veniva riproposta.
Che, a ben vedere, poteva essere non ti illudere, non voglio relazioni stabili. Ma anche tira fuori la crocerossina che è in te.
E in ogni caso era cosa insensata, perché non sono mai stata colta dalla folle idea di chiedere la sua mano e, tantomeno, ho mai mostrato alcuna aspirazione da crocerossina.
Non l’ho mai appurato perché dopo un po’, non ci sono più andata ai nostri appuntamenti at five o’clock.
Semplicemente mi annoiavo: uomo troppo incentrato su di sé, per rendersi, alla fine, interessante.
Ma ancora adesso mi rimane la curiosità della storia dell’anaffettività.
Chissà che non finisca per chiamarlo, un giorno o l’altro.
Meglio l’altro.
sempre interessante come ci si presenta all’altro, quali parole si usano per descrivere se stessi. interessante questo mettere l’accento su una qualità specifica che ha a che fare con il rapporto con l’altro. come voler prendere da subito le distanze.
@branzino: come dicevo sopra non ho capito se fosse un voler mantenere le distanza o voler svegliare il me l’impeto dell’io ti salverò dall’anaffettività.
in ogni caso il risultato è stato che me ne sono andata
Vedi, mentiva senz’altro, come potrebbe confermarti la mia amica Susanna S.
Il vero anaffettivo non sa di esserlo, e anzi autodefinirsi tale è garanzia del contrario.
Un po’ come il famoso articolo 21 di Bonviana memoria:
“Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dai combattimenti, ma chi chiede l’esenzione dai combattimenti non è pazzo”
E si: ogni volta, più una ancora; è un’ottima definizione di quel che vuol dire ricordare la caduta di tante città e nazioni e imperi (…e nel Kur io vidi una pila altissima; erano le corone di coloro che avevano regnato sulla terra, e ora dimoravano là, dove il cibo è polvere e il vino è cenere).
esiste gruppo milanese che argomenta benissimo la questione
http://www.myspace.com/egokidit
diffidare sempre da chi “si definisce”…..di solito sono emitivamente terremotati!!!
[...] L’anaffettivo. Sempre uguale a se stesso medesimo, nonostante qualche anno in più. Probabilmente anch’io, del resto. [...]
credo abbiamo frequentato lo stesso uomo. interessanti sul breve termine. disatrosi sul lungo!
Bene, anche io ho trovato una persona anaffettiva… e non sai quanto sto soffrendo…
Anch’io sto frequentando un anaffettivo. Glielo ho detto io che faceva parte di questa popolazione di persone. Lui ha una compagna da una decina d’anni, mentre noi ci vediamo ogni tanto per fare sesso. Ma mi sono accorta che mi sto facendo del male; tanto non riusciro’ mai a redimerlo, quindi tanto vale che se lo goda la sua compagna, io esco di scena!!
Annalisa, credo che frequentare chiunque (anaffettivo o meno) che abbia aspettative diversa da quelle che abbiamo noi sia un farsi male.
Meglio cambiare lidi, ché di uomini è pieno il mondo!