Ci siamo conosciuti il primo giorno di università.
In piedi, che non c’era un posto manco a piangere.
- Ci sediamo sulle scale?
Un sorriso e una scrollata di spalle come risposta.
Amore a prima vista.
Cinema e tennis. Libri e computer.
Minuetti danzati lungo i lunghi corridoi di via Celoria. Le ore passate a studiare in sala laser. O nell’auletta NCFC.
Il corso di russo, che può sempre servire.
La computer grafica al serale, ché tanto non sarebbe mai stata un lavoro.
Notti passate a chiacchierare, fino a finire addormentati a casa di uno dei due.
Complici, fratelli.
Sempre nel cuore. Sempre l’uno per l’altra.
Poi la notizia, imbarazzata, del tuo fidanzamento.
Non sapevi come dirmelo, Adriano.
E allora ti ho tolto io dall’imbarazzo:
- Biondo o moro?
Eravamo al telefono, ma non ho dubbio alcuno sulla faccia che hai fatto.
Ché l’ho sempre saputo, amico mio. Fin da quel primo giorno sulle scale.
Adrianoooooooooo, Adrianooooooooo.
Bel ricordo. chissà perché mi ha fatto ricordare la canzone “Prospettiva Nevsky” di Battiato.
la tua prima esperienza gay?
incorreggibile colez!
@alf: che fai, approfitti dell’adorazione che ho per te?
@mio capitano: l’accostamento Rocky-Battiato è un filino azzardato.
PIù o meno come tonno e cocco.
Una volta mangiai una torta di matrimonio accompagnandola con gamberetti salati. Credo che prima o poi proverò pure il tonno e il cocco insieme.
@mio capitano: per digerire un matrimonio ci vuol ben altro che gamberetti salati… ma poi i gamberetti salati son parenti dei cetrioli salati tanto decantati da un mio amico russo?