Curiosa notte quella appena passata.
Simile a quella che condusse al patibolo il conte Dalibor.
Quello che per me, sapeva suonare già da prima, difficilmente il rimpianto canta.
Curiosa compagnia.
Che non vorresti, ma alla quale non vuoi rinunciare.
Appiccicosa come la melassa. Amara come la melata.
Lunga doccia stamattina.
A cacciar via i cattivi pensieri.
Inutilmente.
Uh, che aria pesante da queste parti stamani…
—Alex
Buongiorno Collez.
la doccia porta via un sacco di cose…
Sul post precedente, mi pare di non aver mai conosciuto francesi per quanto mi sforzi di ricordare.
Su questo, sono d’accordo: è davvero criptico.
Tre possibili gradazioni.
Donne e champagne!
Pippe e gassosa.
Acqua minerale e cattivi pensieri…
(P.S.: Circa la risposta al commento del post precedente: avevo un’agente a Sydney, ma pare che il vecchiaccio ce l’abbia fatta anche stavolta, a tornare incolume. Snort.)
P.P.S.: nell’opera di Smetana il giovane ceco imprigionato nella torre che impara a suonare il violino e attira folle estatiche mi pare sia duca (lei dica duca, io dico dica).
M’hai messo una gran voglia di ritornare in quella magica città che è Praga, con quest’accenno
@Gilgamesh: un mio ex, che non difettava di titoli nobiliari, sosteneva che Dalibor non potesse vantare piu’ che diritti comitali.
E io, in suo onore e in memoria dei vecchi tempi, a Dalibor attribuisco il titolo di conte.
Piuttosto: scappiamo a Praga?
Forse pensavi a me?
@Fabio: sior maestro… voi un cattivo pensiero? Giammai!