Margarita comparve all’orizzonte tra le macerie e il fumo della caduta delle Twin Towers.
La sua pelle ambrata, figlia del sangue creolo e delle lunghe estati caraibiche, rifletteva i pallidi raggi polverosi di un sole morente.
Lunghi capelli raccolti in una treccia scomposta che sfiorava una gonna troppo corta.
E negli occhi la malizia innocente dei vent’anni.
Come sia incappata in noi esattamente non lo so, ma a un certo punto era ovunque.
Non per caso, direi.
E quello che era il mio uomo se la mangiava con gli occhi la piccola Margarita.
E non era certo da biasimare, ché Margarita era davvero molto bella.
Poi un giorno mi son trovata ad essere di umore -come dire?- così.
E poco dopo Margarita era a casa nostra.
Un bagno rigenerante tra le bollicine dell’idromassaggio.
E poi un lungo massaggio con i miei oli preferiti, con le mie mani a sciogliere ogni sua tensione.
Per poi offrirla a lui -appena rientrato dal lavoro- calda e profumata.
E finalmente uscire per la mia prima serata da single dopo tanto tempo.
Ci voleva proprio una boccata d’ossigeno.
Un regalo per lui o piuttosto un regalo a te stessa?
Timeo Danaos et dona ferentes!
—Alex
@ADB: un regalo per lei, probabilmente.
Generosa come sempre.
Una donna da sposare, direi.
@aquila: dici male, direi.
Mavalà!
Sono sicuro che sotto sotto (…) hai sempre sognato di sentirti ricoperta di riso all’uscita da una chiesa!
Dai, ammettilo…
Dai…
@aquila: Già successo… ma quella vestita da meringa non ero io!
Ma non avevi paura che te lo portasse via?
Magari ci sperava, Marcus.
@Marcus, @Penelope:non mi è mai capitato di perdere un uomo che non avessi già deciso di voler perdere.
E Margarita, pur avendoci provato, non aveva speranze in verità.
Io lo sapevo. Lui lo sapeva. Lei l’ha imparato.
Oliata e ingrassata?
Lubrificata?
In perfetta efficienza?
…con l’adesivo sulla portiera?
che donna….
@rurinedda: Margarita, intendi?
nonono….