L’Alachi di Paolo Diacono è una spia sicura.
Quando, nel bel mezzo di una sala di conferenze, mi viene in mente l’invettiva per l’uccisione di Senone -alla malora, tutto questo bagno di sangue per ammazzare un chierico?- significa che è meglio farsi un giro a sbollire.
Per il colmo, poi, non piove nemmeno, consolazione da men che poco.
Anzi, fuori è talmente caldo che ci si può solo sbollire in un’insolazione.
Per fortuna non siamo in Indocina e non c’è da aspettarsi un tifone.
Anche se non si può mai dire, che, per dirne una, adesso la stazione di Bologna è saltata per aria per dell’esplosivo di passaggio.
Domani ci diranno che Aldo Moro è morto mentre stava pulendo la pistola e gli è partito un colpo.
Ah, che scena! Nemmeno nella riduzione dell’Enrico V per filodrammatica campestre.
Miii, non era una conferenza, era un incubo…
Immagino tu non abbia vacanze impiegatizie, mentre la Penelope sì, tra pochissimo.
Quindi ti saluto, ci rileggiamo tra un po’
anche se sono certa che un internet point lo troverò.
Conservati che sei il mio raggio di sole quotidiano.
Ma era una conferenza oppure una punizione?
Buon weekend!
—Alex
Con l’Alachi di Paolo Diacono mi hai preso proprio in contropiede.
Per me potrebbe anche essere una nuova moto fuoristrada.
Cedo alla cultura e ammetto la mia ignoranza.
Saresti disponibile per qualche lezione privata?
Ma sei andata in ferie?
Senza dirci dove forse potremmo incontrare, insperatamente, le tue dolci fattezze?
Auguri di buone ferie, se ferie sono.