Il silenzio era teso come una corda di violino, immagine e simbolo di un equilibrio che si reggeva su fili invisibili.
L’aria fredda, di una sala di un grande troppo grande, illuminata da feroci spot su quadri di una mostra non ancora inaugurata.
Belli.
Incredibilmente belli.
Lui, il collezionista, stremato da giorni -e notti- di duro lavoro per arrivare a quel brivido di perfezione che sarebbe esploso in tutta la sua bellezza solo la sera seguente.
Ore 21 – cocktail party.
Io che non riuscivo a trattenere la mia ironia. Nemmeno a stento. Nemmeno a provarci.
Eccoli lì: il rumore.
Sono i suoi passi, di piedi fasciati in morbido cuoio, che attraversano la sala.
E’ la sua voce che mi chiede cosa ne pensi dell’ultima variazione.
E’ la mia risata come risposta.
Mi avvicino a passi lunghi.
Lo prendo per un braccio.
Lo spingo -e nemmeno troppo dolcemente- verso l’uscita d’emergenza.
Il freddo del maniglione antipanico gli taglia la schiena in due. Lo so.
E le braccia sono scomode quando ve le faccio passare dietro.
Ma le sciarpine di seta nera e oro non segnano i polsi dalla pelle delicata.
Da intellettuale. Quale sei, del resto.
Il silenzio torna a tendersi.
Come corda di violino che non può suonare.
E il respiro si fa corto nel buio tagliato solo da uno sguardo.
Lo guardo.
Rido di nuovo.
Dicevi?
colez…
… era eccitante quest’ultima variazione! Goldberg?
Ecco come si rompono le uscite d’emergenza, quando ce n’è bisogno…
P.S.: io in salotto c’ho un paio di puzzle appesi a mo’ di quadro. Pensavo giusto di riordinarli facendo qualche piccola variazione nella loro disposizione…
I più “pericolosi”…… sono quelli di farfalle ……(collezionisti)
kisses
w le collezioni.. qualunque esse siano
Come sempre, la collezione domina!
Ps: ecco qui il mio nuovo link… Vicini vicini…
http://www.fabioletterario.wordpress.com
decisamente sensualità e passione , che se una musica poteva colorare la scena , beh , doveva essere un tango o niente.
scrivi qualcosa.