Das Glasperlenspiel

13 03 2009

Josef Knecht arrivò nella nebbiolina fresca di una mattina di fine inverno.
Non so se arrivasse direttamente da Castalia, ma di sicuro non era umano.
Del resto, manco io lo ero e forse non lo sono ancora adesso.

E giocava. Giocava sempre il Magister Ludi.
Piccole perle di vetro che rotolavano. Note di Bach che si accavallavano.
Corpi che si intrecciavano. Menti che si avviluppavano.

Tempo che scorreva. Fidanzati che passavano. Traslochi. Partenze.
E il giuoco delle perle di vetro che, comunque, non si interrompeva mai.

Ma non è che siamo noi fidanzati e gli altri i reciproci amanti?
Da allora non ci siamo visti più.


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12 risposte

13 03 2009
adblues

Che peccato… pareva interessante…

—Alex

13 03 2009
collezionediuomini

Lo era.
Anche troppo.

13 03 2009
Marcus

Ma davvero hai avuto tutti questi uomini?

13 03 2009
adblues

Peccato… :-(

—Alex

13 03 2009
collezionediuomini

@Marcus: li hai contati? io no…

@Alex: peccato? Nooo… è stato davvero un bel gioco.
E poi le primedonne se ne vanno all’acme della festa, no? :)

14 03 2009
penelopebasta

sempre bello ritrovarti, collezionediuomini.

14 03 2009
collezionediuomini

Sempre bello vederti, Penelope adorata

14 03 2009
mio capitano

Ci andrei pure io a Castalia, però non a giocare con le perle.

16 03 2009
fabioletterario

Paura recondita…
Tua o sua?

16 03 2009
salvogullotto

gli amanti hanno la magia dell’essere amanti

18 03 2009
Irish Coffee

direi che peccato,
sono momenti che se restano nei ricordi, se meritano una citazione
è perchè ci han reso felici…

7 04 2009
penelopebasta

ti ho incastrato in una catena, mia delizia.

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