Last minute woman

25 03 2008

L’unica vera e incontestabile verità è che io non so prendere alcun impegno.
O, meglio, li saprei anche prendere, solo che poi non li so rispettare.
Insomma son di quel pirandelliano per cui la verità d’oggi è destinata rivelarsi illusione di domani

Per questo, caro Alf**, è del tutto inutile che io ti dica che verrò alla cena che vuoi organizzare a luglio.
Luglio, come ti dicevo, è davvero lontanissimo nella mia testa e, facendo un’analisi marxiana dei miei comportamenti standard da vent’anni a questa parte, posso dire con assoluta certezza che all’ultimo momenti tirerei un pacco inverosimilmente incredibile.
Sai quelle cose del tipo le cavallette mi hanno devastato il giardino, gli alieni mi stanno per rapire e mia mamma non vuole? Ecco una roba così.

E allora chiedimelo il giorno prima, che se non ho voglia ti dico che non non ho voglia, ma se ti dico di sì, puoi star certo di contare sulla mia presenza.

Sono una rompicazzo presuntuosa e pretestuosa, lo so… però so anche che non c’è certo bisogno di me per divertirsi, no?





Luis

28 02 2008

Mezzo canadese, mezzo americano.
E non ho mai saputo dire quale delle due metà fosse a peggiore.

Però era affascinante Luis, con le sue mille storie da raccontare e le sue ingenuità da americano che sgrana gli occhi davanti a qualsiasi cosa che abbia più di trent’anni (non io, non allora… NdA ;) ).

Le sue bugie, alle quali facevo finta di credere.
Le mie bugie, alle quali lui faceva finta di credere.
In un gioco delle parti fine a se stesso, ché nessuno dei due chiedeva niente all’altro.

La leggerezza di minuetto danzato in punta di dita. Una partita a scacchi fatta di pezzi che andavano e venivano in barba a ogni regola e convenzione.

E poi… e poi abbiamo smesso di cercarci.
Il gioco è bello fiché dura poco.





Piccole bugie

22 10 2007

Lo sapevo fin da principio che il guaio mi avrebbe complicato la vita.
Soprattutto perché è facile essere complici quando si ha lo stesso cervello bacato.

Senti, se ti chiamasse A, potresti dirle che ieri ero da te?
- Uhmmm… perché A. mi dovrebbe chiamare?
Non lo so… ma se ti chiamassi confermi che ero da te?
- E se poi mi chiede che ci facevi da me, che le dico?
Ma, non so… le solite cose?
- Sicuro che A. vorrebbe sapere delle solite cose?

Un paio d’ore dopo, puntuale come la morte, A. ha chiamato.
E io le ho raccontato una storia così bella che lei non avrebbe potuto desiderare di sentirne una migliore. Particolari complicati con qualche pizzico di verità per darle quel tocco di inverosimile che l’avrebbe resa più vera del vero.

Non è poi così difficile sostenere che un asino può volare.
In fondo basta metterlo su un aereo.

E, altrettanto in fondo, basta poco a tranquillizzare chi cerca conferme.