No name

8 10 2007

Orale della maturità il primo luglio, risultati forse il 15.
E poi come antistress un giretto fin nel vicino-lontano Benelux.

Il treno che mi riporta indietro parte dalla stazione di Lussemburgo alle 20 e, incredibile a dirsi, la carrozza dove ho trovato posto è vuota.
Amo i viaggi da sola. Mi sembra di essere in un paradiso.

La fregatura la scopro a Basilea: solo alcune carrozze di quel treno vanno a Milano, il resto è destinato a Zurigo.
Ovviamente io sono nella carrozza sbagliata.

E, altrettanto ovviamente, la parte di treno che va in Italia traborda di gente, corridoi compresi.
Finisco per sistemarmi nello spazio d’accesso. Davanti a me solo la locomotiva.

Il treno parte. E’ notte fonda.
Dopo poco arriva un altro profugo.
Pochi anni più di me, di Bergamo, di ritorno da una vacanza in Cile.
Il nome? Completamente dimenticato.

Ci sediamo per terra. Fa freddo. Per essere agosto si gela.
Tira fuori dal suo zaino un maglione che gli ha fatto una delle sue mamacitas cilene.
Ma un maglione per due non basta. Come non basta l’acquavite di dubbia origine che salta fuori da una delle sue tasche.

E così a forza di abbracciarci siamo finiti per… non saprei come definirlo. Ché non era né fare l’amore, né scopare, né ginnastica per l’ego.
Era proprio il freddo.

All’alba delle sei il treno è entrato nella stazione di Milano.
Abbiamo bevuto un caffé e poi lui è corso al suo treno per Bergamo.

Non ricordo il suo nome, né la sua faccia, ma quel freddo non lo dimenticherò mai.





Gate 32

3 10 2007

Fermati!

E come in un thriller il mio cuore si ferma. Il sangue si gela nelle vene.
Sono dieci anni che non sento quella voce.
E l’ultima volta non è stato affatto piacevole.

Fermati!

Rallento il passo, ma non di molto.
Del resto ho un aereo da prendere. E quello non aspetta i fantasmi che tornano dal mio passato.
Continuo a camminare, ma le sue gambe sono più lunghe delle mie.

Non credevo che fosse necessario rincorrerti anche adesso…

- Ti ho forse chiesto di farlo?

E secondo te rinuncio all’occasione di rivedere la mia ex amante preferita?

- Ma… preferita in quanto amante o in quanto ex?

Domanda stupida. Sicuramente da non fare. E ancor più sicuramente da non fare a questo uomo.
Un attimo di silenzio. Un lampo in uno sguardo.

Uhmmm… entrambe le cose. Sei la donna che ogni uomo vorrebbe per sé, ma sei anche peggio del napalm. Però non ti odio più, sai?

Riprendo la mia valigia e attaverso il gate.
In bocca il disgusto di un cibo maldigerito.
Dieci anni prima.





Martino

2 10 2007

Un’occhiata attraverso lo spioncino.
Biondo, alto, sorriso ironico.

Girati.

Vedo la sorpresa nei suoi occhi. Ma lo fa.
Apro la porta e la morbidezza della sciarpina di seta lo accompagna nel buio.
Non parlo. Non parla.

Qualche ora dopo la porta si chiude alle sue spalle.
Il nodo di seta si scioglie facilmente.
Guarda lo straccetto color cremisi. Lo annusa. Lo mette in tasca.
E si incammina nelle prime luci dell’alba.

Di lì a poco sarebbe iniziato a nevicare.