La corda di seta scivola silenziosa tra le dita che si aprono e si chiudono come i ventagli di una geisha.
Non ho mai legato nessuno così. Non prima d’ora.
Ho paura. Paura di farti male.
Ma tu ti fidi. Come sempre.
E io questa fiducia la bevo.
Nettare per le mie dita nervose.
La corda scorre veloce.
Legami agili e dolci a costringere la carne in posizioni inusuali.
Silenzio rotto da respiri rotti.
Mi piace.
Mi piace legarti.
Mi piace guardarti nello specchio davanti a noi.
Mi piace la finzione di saperti mio.
Mi piace.
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