… una principessa dalla pelle bianca come la neve e le guance rosse come il sangue e il suo nome era…
Ecco, non so come e perché mi sia venuto in mente questo incipit, che, a dirla tutta, io non ho mai potuto soffrire Biancaneve, nonostante sia uno di quei personaggi che, in quanto femmina, saresti destinata ad amare fin da bambina.
E, allo stesso identico preciso modo, ho sempre detestato le seconde volte.
Ché si risolvono sempre nello stesso modo, in una messa cantata di cui conosci ogni rito, ogni gesto.
Noia… noia che sorge dal profondo dello stomaco e tramonta nell’amen finale.
Irresistibile, irrefrenabile.
Come la nausea dopo una sbronza colossale.
Non riesco nemmeno ad intuire l’eventuale gusto del tornar sui propri passi, quando di fronte si ha il brivido dello sconosciuto.
Che sia per questo che ho sempre preferito la matrigna strega ancor prima che la si nomasse Grimilde?
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