Due passi nel parco

26 11 2007

E finalmente anche novembre è quasi finito. 
E’ triste novembre, con le sue giornate corte e bigie che vorrebbe già esser inverno ma non può.

Passeggiare in un parco dopo giorni di pioggia, con le foglie, un tempo lussureggianti di verde, ridotte ormai a morchia.
Ed è già uno sforzo anche solo pensarlo.

Cosa fai stasera?

Stasera è lontanissimo, quando il buio comincia presto. Quando fa freddo. Quando si ha voglia solo di un the caldo alla cannella.

Senti, posso avere l’onore della tua attenzione?

Ci sono poche cose che mi irritano più dell’ironia mal riuscita.

- Eh? Dicevi? Dove sarò stasera? Uhmmm… non lo so di preciso.
Ma, molto probabilmente, sarò dove vorrò essere o, quantomeno, molto vicino.
Ci vediamo, eh?





L’anaffettivo

18 10 2007

Una decina d’anni più di me. Una casa riempita con migliaia di libri.
Musicista. Intelligente. Un po’ narcisista.
Piacevole conversazione.

Stavamo bevendo un the nella sua cucina.

Tu non lo sai, ma io sono un anaffettivo

Quella è stata la prima volta che l’ho sentito dire ’sta cosa dell’anaffettività, ma l’avrebbe ripetuta più di una volta (repetita juventus? ;) ).
E da allora mi chiedo il significato e le ragioni di questa affermazione. Soprattutto per l’insistenza con cui veniva riproposta.

Che, a ben vedere, poteva essere non ti illudere, non voglio relazioni stabili. Ma anche tira fuori la crocerossina che è in te.

E in ogni caso era cosa insensata, perché non sono mai stata colta dalla folle idea di chiedere la sua mano e, tantomeno, ho mai mostrato alcuna aspirazione da crocerossina.

Non l’ho mai appurato perché dopo un po’, non ci sono più andata ai nostri appuntamenti at five o’clock.
Semplicemente mi annoiavo: uomo troppo incentrato su di sé, per rendersi, alla fine, interessante.

Ma ancora adesso mi rimane la curiosità della storia dell’anaffettività.
Chissà che non finisca per chiamarlo, un giorno o l’altro.
Meglio l’altro.





Un guaio

4 10 2007

L’insalata di scampi era divina. Come divino era il Montrachet che avevamo scelto.
Del resto il Sadler è sempre il Sadler.

Io e te non andremo a letto mai.
- Assolutamente d’accordo.

Un paio di ore dopo eravamo nudi sul parquet del suo soggiorno.
I concerti brandeburghesi in sottofondo, del Bushmills fatto scaldare roteandolo nel bicchiere.
La Stokke Gravity che oscillava in memoria dell’ultimo orgasmo.

E adesso?
- E adesso siamo in un guaio, mi sa…
E che facciamo?

Ci sono uomini che ti entrano nel sangue. Che sai benissimo che non dovresti vederli. Che tampoco dovresti frequentarli.
Ma che non puoi farne a meno.

Sesso?
Sì, anche ma non solo.
E’ la stessa passione per il the inglese, per il whiskey irlandese, per le candele, per i gatti.
E’ Gödel, Escher, Bach che ti guarda distrattamente dalla pila di libri su cui è appoggiato.
E’ lo stesso gusto per la seduzione.

- Che ne dici se la prossima settimana andiamo a vederci Pompei?