L’anaffettivo

Una decina d’anni più di me. Una casa riempita con migliaia di libri.
Musicista. Intelligente. Un po’ narcisista.
Piacevole conversazione.

Stavamo bevendo un the nella sua cucina.

Tu non lo sai, ma io sono un anaffettivo

Quella è stata la prima volta che l’ho sentito dire ‘sta cosa dell’anaffettività, ma l’avrebbe ripetuta più di una volta (repetita juventus? 😉 ).
E da allora mi chiedo il significato e le ragioni di questa affermazione. Soprattutto per l’insistenza con cui veniva riproposta.

Che, a ben vedere, poteva essere non ti illudere, non voglio relazioni stabili. Ma anche tira fuori la crocerossina che è in te.

E in ogni caso era cosa insensata, perché non sono mai stata colta dalla folle idea di chiedere la sua mano e, tantomeno, ho mai mostrato alcuna aspirazione da crocerossina.

Non l’ho mai appurato perché dopo un po’, non ci sono più andata ai nostri appuntamenti at five o’clock.
Semplicemente mi annoiavo: uomo troppo incentrato su di sé, per rendersi, alla fine, interessante.

Ma ancora adesso mi rimane la curiosità della storia dell’anaffettività.
Chissà che non finisca per chiamarlo, un giorno o l’altro.
Meglio l’altro.

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18 commenti

Archiviato in Fabulae

18 risposte a “L’anaffettivo

  1. sempre interessante come ci si presenta all’altro, quali parole si usano per descrivere se stessi. interessante questo mettere l’accento su una qualità specifica che ha a che fare con il rapporto con l’altro. come voler prendere da subito le distanze.

  2. collezionediuomini

    @branzino: come dicevo sopra non ho capito se fosse un voler mantenere le distanza o voler svegliare il me l’impeto dell’io ti salverò dall’anaffettività.

    in ogni caso il risultato è stato che me ne sono andata 🙂

  3. Vedi, mentiva senz’altro, come potrebbe confermarti la mia amica Susanna S.

    Il vero anaffettivo non sa di esserlo, e anzi autodefinirsi tale è garanzia del contrario.

    Un po’ come il famoso articolo 21 di Bonviana memoria:

    “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dai combattimenti, ma chi chiede l’esenzione dai combattimenti non è pazzo” 😉

    E si: ogni volta, più una ancora; è un’ottima definizione di quel che vuol dire ricordare la caduta di tante città e nazioni e imperi (…e nel Kur io vidi una pila altissima; erano le corone di coloro che avevano regnato sulla terra, e ora dimoravano là, dove il cibo è polvere e il vino è cenere).

  4. Anaffettivo

    esiste gruppo milanese che argomenta benissimo la questione 🙂
    http://www.myspace.com/egokidit

  5. rurinedda

    diffidare sempre da chi “si definisce”…..di solito sono emitivamente terremotati!!!

  6. Pingback: Caffè e tè « Collezione di uomini

  7. 000eva000

    credo abbiamo frequentato lo stesso uomo. interessanti sul breve termine. disatrosi sul lungo!

  8. Bene, anche io ho trovato una persona anaffettiva… e non sai quanto sto soffrendo…

  9. annalisa

    Anch’io sto frequentando un anaffettivo. Glielo ho detto io che faceva parte di questa popolazione di persone. Lui ha una compagna da una decina d’anni, mentre noi ci vediamo ogni tanto per fare sesso. Ma mi sono accorta che mi sto facendo del male; tanto non riusciro’ mai a redimerlo, quindi tanto vale che se lo goda la sua compagna, io esco di scena!!

  10. >noemi

    Beata te che hai girato al largo. Se io l’avessi fatto 18 anni or sono – per la cronaca – sarebbe stato il lampo di genio della mia vita, che al momento è costellata di lacrime. Prima o poi mi dico dovrò togliere gli ormeggi quando penso alle valige pronte e allineate, prima o poi mi ripeto salperò verso la libertà mentre immagino la scialuppa che sfiora le onde e sogno l’approdo di lì a poco in un’isola deserta in sombrero e occhiali scuri, finalmente in pace e al riparo da eventuali abbagli.

  11. >noemi

    Beata te che hai girato al largo. Se io l’avessi fatto 18 anni or sono – per la cronaca – sarebbe stato il lampo di genio della mia vita, che al momento è costellata di lacrime. Prima o poi mi dico dovrò togliere gli ormeggi quando penso alle valige pronte e allineate, prima o poi mi ripeto salperò verso la libertà mentre immagino la scialuppa che sfiora le onde e sogno l’approdo di lì a poco in un’isola deserta in sombrero e occhiali scuri, finalmente in pace e al riparo da eventuali abbagli. Prima o poi.

  12. veronica

    Quando se ne frequentano 2 in contemporanea di anaffettivi la cosa diventa decisamente preoccupante….a maggior ragione se con si hanno 2 figli….so che devo avere pazienza, aspettare che le cose migliorino economicamente e di poterlo lasciare….ma intanto mi chiedo come posso fare per non stare male quando lo vedo e mi ignora, come fare per riuscire a fare finta che non ci sia nella mia vita, e non farmi ferire dalla sua indifferenza….e ci sono giorni che veramente non ce la faccio a sopportarlo, specialmente quando me ne da la colpa a me, “che penso a cose senza importanza (quella considerazione di base e le elementari manifestazioni di affetto che ogni donna si aspetta!!)” arrivando addirittura a dirmi che mi faccio plagiare da chi mi circonda….come se esce? e quando realizzi che hai basato la tua vita su una persona che in realtà esiste solo nella tua mente?

    • Veronica, mi dispiace, ma temo di non averla una ricetta.
      Penso che un buon punto di partenza sarebbe quello di scommettere su di sè e considerare il proprio compagno come un compagno e non come il metro con cui valutare se stessi.

      Un abbraccio affettuoso.

  13. Pingback: L’anaffettiva « Collezione di uomini

  14. sabrina

    da qualche mese frequento un uomo…. gentile, scherzoso ma sempre distaccato… ai primi incontri questo suo modo di essere mi incuriosiva. era diverso dagli altri. mi guardava senza osservarmi e se lo faceva, era per notare qualcosa che non era di suo gradimento. mi divertiva perchè, a differenza degli altri, non mi riempiva di complimenti…. mai una parola carina. mai un messaggio dopo un nostro incontro. mai un pensiero che fosse per noi…parlava tanto ed era sempre sicuro di sè.. io, a confronto, mi sentivo inadeguata.. il suo modo di porsi mi ha sempre bloccata.nei nostri numerosi incontri, il sesso era scarso ma di buona qualità. dava il meglio di sè. il più delle volte le situazioni dovevo crearle io. ci si incontrava per guardare un film, sul divano. seduti uno accanto all’altra… senza mai toccarsi…. senza mai baciarsi…. senza mai abbracciarsi. ero sempre io ad allungare una mano per toccare la sua, e se mi andava bene non la ritraeva subito…. ma dopo poco con una scusa…. mai una telefonata da parte sua x sapere come stavo… mai un messaggio affettuoso. le nostre comunicazioni telefoniche erano sempre motivate dall’orario e dal posto in cui incontrarsi…. ho capito a questo punto che aveva un problema di anaffettività…. non era disinteresse. perchè so che anche con fidanzate storiche si comportava così.( un’amica è amica di una sua ex), due giorni fa ho deciso di parlargli. mi sono fatta coraggio ed ho esposto i miei pensieri… le mie esigenze…. e chiedendo a lui un piccolo passo per avvicinarci… mi ha risposto che doveva pensarci… perchè lui è così e si vede…. mi ha accompagnato alla porta congedandomi con un ” grazie della visita”. senza neanche l’unico bacio che eravamo abituati a scambiarci quando ci salutavamo…. da quel giorno un dubbio mi assale. che abbia sbagliato a parlargli…. penso che forse con il tempo e con il mio amore le cose avrebbero potuto migliorare…. e che invece ora l’ho perduto. avrei dovuto avere più pazienza o da questo problema non si guarisce mai? ho perso una persona per me importante o mi sono salvata? vorrei capire……

  15. Illusa

    Ho vissuto 20 anni con un uomo che nella mia mente era perfetto , i suoi problemi di salute e istupidì molteplici incidenti han fatto si che in me si instaurasse la sindrome della crocerossina e di quella in continua attesa che un giorno guarito dai suoi mali mi guardasse innamorato e pieno di gratitudine ….. Invece mi ha tradito me lo sono ripreso e infine ho capito che oltre ad essere profondamente anaffettivo verso di me ma peggio ancora verso le sue figlie aveva anche disturbi di identita penso preferisca la compagnia maschile e le loro attenzioni. Oggi sono delusa per aver donato tanto e aver dato a questa persona un valore morale che proprio non conosce e l’ho cacciato via

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