Archivi del mese: dicembre 2007

Stanchezza

Ebbene sì, lo ammetto: sono stanca.

Tanto stanca da non aver nemmeno le energie per mettere tre parole in fila e scrivere qualcosa di decente. 

Fermate il mondo: voglio scendere.  

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Luca

Francamente mi annoiava.
Il suo servilismo, mi annoiava.
Appiccicoso come una gomma da masticare usata durante la prima guerra di Libia.
Quella di Annibale, intendo.

Serata tra amici in un pub fumoso, di quelli che voglion sembrare old England, ma non hanno il coraggio di esserlo fino in fondo.
Neanche fino a tre settimi, a voler essere impietosi.

Alla seconda pinta di Guinness Luca se ne esce con un (improvvido?) per te farei qualsiasi cosa…
Eccola lì, la nausea della noia.

Lo guardo.
Stringo gli occhi fino a farli diventare due fessure.

Qualsiasi cosa? parole enormi…

– Ma è vero, per te farei qualsiasi cosa!

Bene, allora adesso ti alzi, prendi la tua giacca ed esci dal locale.
Sali in macchina e vai a casa di Marco.
Poi quando sei lì, ti inginocchi, gli abbassi i pantaloni e gli fai un pompino.

Non preoccuparti, lo avviso io che stai arrivando.

L’ha fatto.

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Regola n. 6

Non dire mai farei qualsiasi cosa

Ché per me qualsiasi cosa vuol dire davvero qualsiasi cosa

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Il musicante

Direttore d’orchestra.
Questo era quello che diceva di sè.
Ché non ho mai capito cosa facesse per vivere.
Anzi non ho nemmeno capito se facesse qualcosa per vivere.

Arrogante. Saccente. Supponente.

Ricordo chiaramente una delle prime cose che gli ho detto quando ci siamo conosciuti:

Se un giorno volessi mai una sua opinione, mi premurerei di fornirgliene una.
Decente
.

Però mi piaceva portarmelo a letto.
Senza nessun perché particolare. Semplicemente era divertente.
Bastava non si lanciasse in opinioni…

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Trasgressione? No, grazie.

Qualche giorno fa Gilgamesh, l’opinionista, ha scritto:

Ma soprattutto perché fondamentalmente ti ammiro. Un comportamento come il tuo, tenuto da un maschio, genera ammirazione e invidia; il dongiovannismo è tuttora considerato qualcosa di cui menar vanto con gli amici.

Tenuto da una donna, per quante conquiste il genere femminile abbia ottenuto nella lunga marcia per una effettiva parità dei sessi, genera tuttora il più delle volte deprecazione e scandalo. Nel migliore dei casi attira biasimo (femminile) e proposte sconce. 

In questi giorni di silenzio, queste parole mi son rimbombate le testa.
(Non è poi così difficile, visto che, notoriamente, la mia crapa è vuota, ma faccio finta che non lo sia e vado avanti.)

E il rumore di fondo ha solo un nome: ipocrisia.
L’ipocrisia di chi io le regole le trasgredisco, ma solo fino alle cinque che poi c’ho il circolo del ramino.

Ecco, io le regole non le trasgredisco.
Per la semplice ragione che me le faccio io le regole da seguire.
E di quelle degli altri, francamente, me ne infischio.

Me lo posso permettere.

Per questo non mi pongo il problema della gente.
E se parlano di me… non sono fatti miei.
Tout court.

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656

E’ il numero dei muscoli del corpo umano. 
Potrei contarli uno a uno. Non ce n’è uno che non si faccia sentire.
E l’umore che li segue di pari passo.

Fermate il mondo: voglio scendere.

(non temete, non appena sarò in forma tornerò ad ammorbarvi con le mie avventure-disavventure)

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Rediviva

Dieci giorni in cui è successo tutto quello che poteva succedere.
E anche quello che non poteva, ché qui non ci neghiamo niente. 
Ma adesso è dicembre… e dicembre è tutta un’altra musica…

Almeno a Fabio sono mancata, va’ 🙂

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