Archivi del mese: gennaio 2008

Che fine ha fatto Carmen Sandiego?

Ve lo ricordate il gioco Brøderbund?
Massì lo so che erano eoni fa, quando ancora si aveva il primo paio di orecchie, però in questi due mesi sono stata una Carmen Sandiego.

Nel senso che non avevo (e non ho) idea di dove sia stata. Ho preso strade che non erano le mie e mi son trovata senza spazio e senza fiato a chiedermi chi me l’avesse fatto fare,
Ché, alla mia età, ormai dovrei saperlo ben bene che alla fine sono un animale solitario (e no, non ululo alla luna 😉 ).
Ma ogni tanto ci provo ad evadere dal mio personaggio, una botta di vita che alla fine mi ricordi quanto è saggio il proverbio che invita a non lasciare la strada vecchia per la nuova.

E adesso?
Adesso m sono appena alzata… caffè?

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Andata e ritorno

Gianni, l’uomo dell’andata.
Ci conoscevamo da qualche giorno io e Gianni.
Giornalista, colto, affascinante. Affabulatore.
Sapeva pure fare i massaggi, Gianni.

E, in mezzo, una vacanza organizzata ormai da tempo. Con volo all’alba.
Mi stramaledico ogni volta che devo correre all’aeroporto quando nessun gallo ha ancora deciso di timbrare il cartellino. Ma, alla fine, per andare in vacanza prenoto sempre voli che non partono dopo le sei del mattino.
Freud avrebbe di che ragionare.

Serata passata insieme io e Gianni.
Cena in un posticino carino e un arrivederci nel mio letto.
E Gianni che vuole restare per accompagnarmi al check in, quando io invece voglio dormire un po’.

Massimiliano, l’uomo del ritorno.
Massimiliano che mi aspettava da molto piu’ delle poche settimane che sono stata in vacanza.
Sapeva di buono, Massimiliano. Il buono del ragazzo della porta accanto.

Trovo un suo messaggio in segreteria non appena rientro in casa.
Cena in un posticino carino tra i fumi del jet lag. Nessun benvenuto nel mio letto.
Non si fa male a chi sa di buono.

Suona il telefono

Ciao, sono Gianni… Bentornata!

  • Gianni? Gianni, chi?
  • Odore del silenzio gelato di un inverno alle Svalbard.
    Impossibile che un amante resti nelle mie attenzioni per più di qualche settimana.
    Soprattutto se non è in grado di capire quando è ora di scendere dal palcoscenico.
    E che io dormo sola.

    Massimiliano, invece…
    Carino, Massimiliano.

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    Gli uomini di Mussolini

    Il documentario, intendo. Quello della serie La grande Storia, fatta di racconti uno più bello dell’altro, per altro.

    L’altra sera rientrando a casa ho acceso la TV e lo davano su un qualche RaiSat che come dice Gene Gnocchi tanto siam sul satellite e non ci vede nessuno….

    Insomma mi son fermata a guardarlo.
    E a un certo punto un nome… un flash.

    Oddio… come ho potuto farlo precipitare nel limbo?
    No… non il filofascista mussoliniano, ma il di lui nipote.
    Per qualche mese è stato uno dei miei soli… la mia alba e il mio tramonto.
    Avevo poco altro per la testa, per quei pochi mesi.
    E poi… e poi che è successo?

    Non ricordo struggenti addii, non ricordo sfuriate tremende.
    Niente di niente. Vuoto. Blank.
    Come se, una mattina, un colpo di spugna avesse cancellato una lavagna ormai troppo coperta di gesso.

    Però ricordo i suoi capelli biondi. Le sue mani gentili. I suoi sorrisi disarmanti.

    Troppo poco importante da lasciare un segno vero, troppo importante per essere solo un aneddoto.

    Addio, senza rancor…

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    Il ritorno di Wudy

    Buon anno. Adesso che sono solo, sobrio, solare capito ho chi lei è.
    Auguri anche a te, arri!

    Wudy adesso ha il mio numero di cellulare.
    Potrebbe risultarne una tragedia di chiamate non richieste e non gradite…

    Mea culpa! 😀

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    Wudy, ovvero gli auguri di capodanno

    Ci sono ragioni per cui a un uomo dovrebbero essere revocati i diritti civili.
    Una di queste è scegliersi un nick come Wudy.

    Non so se mi esplico: Wudy… un würstel che, nel suo esser di pollo, non conosce nemmeno la dignità dell’abiezione.

    Credo di aver conosciuto cotanto esemplare tra la più varia umanità che ha caratterizzato il mio peregrinare su Spraydate.
    Di certo resta un numero di telefono che, nel mio esser tassonomica, è stato registrato nella categoria banned dell’address book del mio computer.

    Fin qui, poco male, se non che poco tempo fa ho avuto la balzana idea di sincronizzare computer e cellulare.
    Il risultato è stato un marasma degno della torre di cui Gilgamesh potrebbe tanto bene raccontare.

    E con queste condizioni al contorno si arriva alla notte dell’ultimo dell’anno.
    E, soprattutto, agli auguri dell’ultimo dell’anno.

    In era tecnologica gli auguri si fanno in tre modi:

  • live, per chi ha la (s)ventura di esser a portata d’orecchio: classico, fine e poco impegnativo
  • urbi et orbimediante post sul blog: rapido ed efficace, ma non bisogna essere in zona dimenticata da dio e dagli uomini priva di alcuna connessione internet
  • sms collettivo, globale e totale: un po’ meno rapido ma sempre efficace. E soprattutto possibile anche in zona dimenticata da dio e (quasi) anche dagli uomini.
  • E allora ci si mette lì, per tempo, e scorrere l’intera rubrica e a decidere a chi rompere i marones e a chi no.
    A chi mandare un augurio classico e formale, a chi mandarlo scherzoso e a chi è JTheoe lo si manda affanculo per l’intero anno nuovo.

    Insomma, un gran lavoro.
    E non si può pretendere che la mia attenzione non abbia crolli una volta arrivati alla W.
    Per farla breve, gli auguri sono arrivati anche a Wudy, l’uomo-würstel.

    Di lì a poco risposta:

    Auguri anche a te, ma chi sei? 

    A quel punto io stavo già ridendo. E non potevo non rispondere. Tentazione cui non rinunciare per niente al mondo.

    – Diciamo che per molto tempo mi hai pregato perché ti chiamassi…

    Io sono Elvis, non è che stai cercando mio fratello Max? 

    Elvis?
    Già bastava Wudy per la revoca dei diritti civili… ma con Elvis come nome non si può nemmeno appellarsi alla clemenza della corte…

    – Mai avuto il piacere di conoscere tuo fratello

    Daiiii, dimmi chi sei! 

    – Non ha importanza. Assolutamente nessuna importanza.

    Invece per me è importante perché sono la moglie che ti risponde! 

    Sguardo luciferino negli occhi… nessuno dovrebbe leggere gli sms altrui. Nemmeno la moglie di Wudy.

    – Be’, allora auguri anche a te e ai vostri pargoli…

    Suona il telefono. Una, due, tre volte.
    Würstel chiama Orson, rispondi Orson.
    Nessuna reazione.

    Senti, ma chi sei? Perché non rispondi al telefono? Vuoi forse farmi litigare con mai moglie, interlocutore/trice misterioso/sa? 

    – Litigare? Per degli auguri? Take it easy, baby…

    Litigare è poco, mi sta sbattendo fuori casa. E pensare che questa sera aveva messo anche le autoreggenti stile B movie anni 80… 

    Wudy è una garanzia.
    Capodanno compreso.

    E, a ogni buon conto… buon anno a tutti! 😀

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