Archivi del mese: febbraio 2008

Esperimento

Arrivo con portatile in mano e ti annuncio il capriccio del mattino:
Io gioco con te fino a farti godere e, nel frattempo, tu lo racconti.

Ti rifiuti, categoricamente.

Esperimento non riuscito.

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Luis

Mezzo canadese, mezzo americano.
E non ho mai saputo dire quale delle due metà fosse a peggiore.

Però era affascinante Luis, con le sue mille storie da raccontare e le sue ingenuità da americano che sgrana gli occhi davanti a qualsiasi cosa che abbia più di trent’anni (non io, non allora… NdA 😉 ).

Le sue bugie, alle quali facevo finta di credere.
Le mie bugie, alle quali lui faceva finta di credere.
In un gioco delle parti fine a se stesso, ché nessuno dei due chiedeva niente all’altro.

La leggerezza di minuetto danzato in punta di dita. Una partita a scacchi fatta di pezzi che andavano e venivano in barba a ogni regola e convenzione.

E poi… e poi abbiamo smesso di cercarci.
Il gioco è bello fiché dura poco.

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Risposta esatta!

Milano, Corso Buenos Aires 10, esterno, giorno.
Piove e fa sufficientemente freddo da maledire il taxi che si fa aspettare da 10 minuti.

Ci rifugiamo sotto una di quelle tende parasole provvidenzialmente lasciata aperta.
Giro l’occhio e vedo una vetrina di roba da sposa. Meringhe che non saprebbe fare nemmeno il più sopraffino dei pasticceri.

Poggio il polso rovesciato a una tempia ed esclamo con voce melodrammatica:Caro, quando farai di me una donna onesta?

La risposta si fa attendere un po’. Quel tanto che basta al alzare la suspance.
Ma poi arriva, fulminea:Non sono mica Mago Merlino!

Valeva la pena di aspettarla.
Ci sto ridendo da dieci anni. 😀

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Anche gli uomini fingono?

Girovagando qua e là mi sono imbattuta in una grande rivelazione: anche gli uomini fingono l’orgasmo.

E mi intristisco a pensare a questi poveretti che si ritrovano a fingere perché non c’han voglia ma gli tocca lo stesso. O perché non possono sottrarsi l dovere coniugale. O perché l’ansia la fa da padrona.

Però davanti a quelli che fingono davanti all’incapacità del/la partner*, io non posso che stare zitta.
Perché, signori della corte, lo ammetto, mi son trovata a fingere anch’io.
E ben più di una volta.

Mi spiego: un tempo pensavo si potesse essere sinceri, che ci fosse possibilità di dialogo, che si dovesse essere aperti su tutto, etc etc.
Ma poi un giorno mi son trovata a dire a un tale basta, smettiamola, ne ho piene le palle, voglio andarmene a casa e questo l’ha presa -come dire?- malissimo.

Ecco, io ho tanti difetti, ma non sono lenta ad apprendere.

E quindi quando mi trovo a guardar l’orologio e a chiedermi quanto durerà ancora ‘sto strazio?, allora è chiaro che è giunto il momento di simulare un bell’orgasmo.
Soluzione semplice, sicura, rapida e indolore.
Nessun senso di colpa. Piuttosto parlerei di senso di liberazione.

E non vedo perché questa via di fuga dovrebbe essere negata a un uomo.
In fondo siamo in periodo di par condicio, no?

* la doppia declinazione e’ tributo doveroso al mio vecchio** amico alf***
** nel senso di anziano
*** lo so che è strano, ma non è l’alieno proveniente da Melmack

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Un piccolo incidente

Non c’è dubbio alcuno che la mia caratteristica principale sia la pigrizia.
Una pigrizia innata, cronica, invincibile.
La maggior parte delle cose che faccio, o non faccio, è determinata dalla pigrizia.

Una delle tante (sicuramente una delle più caratterizzanti) è la questione del vestirsi.
Non è che non mi piaccia vestirmi, è che lo vivo come una gran fatica.
Una gran perdita di tempo.

E allora, spesso (soprattutto se devo uscire per un breve giretto), mi vesto per finta.

Vestirsi per finta vuol dire limitarsi a mettere lo strato più esterno di vestiti e fregarsene di quel che dovrebbe esserci sotto.
Che importa avere una maglia sotto il cappotto se il cappotto non lo devi togliere?

E allora prendi una giornata d’estate, di quelle calde al punto di far bollire il cervello.
E metti una spesa non più procrastinabile da giorni ormai.

Insomma, alla fine ti convinci a vestirti e a uscire.
Considerate le condizioni al contorno il più che si riesce a fare è vestirsi per finta, ovviamente. Che d’estate vuol dire prendere un vestitino di quelli leggeri leggeri, di seta, e buttarselo addosso.
Un paio di sandali e il gioco è fatto.

Il centro commerciale francese è piacevolmente fresco e ti ci fermi un momento in più dopo aver riempito il carrello. Un attimo di relax, comprare un giornale, bere una bibita al bar prima di affrontare l’afa soffocante che c’è fuori.

E lì, a quel punto, ti rendi conto che c’è qualcosa che non torna.
Ci vuole un po’ per riuscire a dar mente locale e capire che il qualcosa che non torna è che il vestitino di seta, leggero leggero, si è completamente scucito fino in vita.
E tu sei vestita per finta.

A quel punto le opzioni sono solo due:

  1. camminare rasente i muri fino ad arrivare a un qualsiasi vestivendolo e comprare una qualsiasi cosa, mettersela indosso e uscire. Il tutto, possibilmente, arrossendo.
  2. finire la propria bibita e tornare alla propria macchina facendo finta di pomi

Ça va sans dire che ho scelto la seconda.
Ridendo.

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Regola n. 7

C’è una cosa peggiore di avere un amante scelto tra i tuoi amici, conoscenti e/o affini.
Ed è avere un amante la cui donna appartiene a una delle categorie di cui sopra.

Ché se un uomo può diventare un fastidio, una donna può diventare il peggiore degli incubi.

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Buongiorno!

Regalarsi una mattina di pigrizia ogni tanto è un piacere indescrivibile.
Come l’orgasmo che mi ha attraversato pochi istanti fa. Ne sento ancora gli echi tra le dita, lungo la schiena, nella gola.

E poi mi godo il sole che filtra dalle tende di lino. E la radio che canta in sottofondo. E il silenzio di questa casa.

E infine aspetto che Penelope dica la sua sulla maternità e la legge 194.
Ché me la vedo la Penelope col pancione… 😉

Buona giornata, mondo!

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