The Cheshire Cat

La vita di ognuno è scandita da riti, rituali e abitudini.
Per un po’ di tempo la telefonata delle otto di sera è stata il segno della fine della giornata lavorativa e dell’inizio della serata.
La aspettavo ogni sera quella telefonata. E arrivava ogni sera. E io tiravo su la cornetta con già il sorriso sulle labbra.

Gli argomenti poi eran sempre gli stessi. Il tuo lavoro, il mio. L’ultimo libro letto, l’ultimo film visto. La Spagna, l’Italia. Tua moglie e tu figlia, la mia vita incasinata.

Poi un giorno un viaggio di lavoro ti ha portato qui.
Non ricordo dove fossimo stati a cena, non ricordo quale fosse il pub dove siamo andati a bere qualcosa.
Ma ricordo che ci siamo seduti sulle panchine in piazza.
E che dopo un attimo ci siamo trovati uno tra le braccia dell’altro a baciarci.
E a baciarci e a baciarci ancora.

E ricordo chiaramente come non avrei voluto tornare a casa da sola. E non avrei voluto farti andare in albergo da solo.
Ed è stata l’ennesima dimostrazione del principio per cui quello che si vorrebbe non coincide sempre con quello che si vuole.
Ché quello che ho voluto alla fine è stato tornare a casa da sola. A piedi.

Come dicevo, mai innamorarsi.

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13 commenti

Archiviato in Fabulae

13 risposte a “The Cheshire Cat

  1. Io voglio leggere un libro scritto da te.

  2. collezionediuomini

    @penelope: non credo che avrei la costanza di scrivere un libro.
    non riesco nemmeno ad essere regolare qui… eppure ci ho provato, all’inizio.
    poi mi distraggo, faccio altro, mi impigrisco.

    scrivere prevede un’autodisciplina che non ho e, in fondo, non voglio avere.

    besitos muchacha

  3. Vedi che il lavoro spesso può fare bene…? O male…

  4. igb

    Stupida! 😉

    Innamorati invece.
    E follemente per giunta.
    (di me)

    e poi, ovviamente, scrivine.

    sorriso

    Ciao 😉

  5. collezionediuomini

    @igb: quantomeno incauto come auspicio… 😉

  6. Eccomi qui, arrivo sulla scia del tuo passaggio nel mio blog e mi trovo questo bel post sull’amore. Conosco la situazione che descrivi ed anche io ero giunta alla conclusione che è meglio non innamorarsi in quei casi.
    Ora, a mente fredda, dico che è bellissimo invece, sempre e comunque vadano le cose.
    Un saluto.
    Anna

  7. alf**

    … hai ragione il temine giusto è: impunita!
    …. e oggi mi sei diventata pure romantica… forza riprenditi, scudiscia IGB per quindici minuti, ma non di di +.

  8. collezionediuomini

    @alf: io scudisciare qualcuno? giammai!

  9. IGB

    Siccome sono un masochista dell’anima (“legami / le mani legami…”) come perdermi una carnefice d’elezione come te…

    Attrazione fatale.

    Vado incontro il mio destino a testa alta e a petto scoperto.

    😉

  10. collezionediuomini

    @IGB: non sentivo dichiarazioni siffatte quantomeno dalla guerra di Libia… 😉

  11. IGB

    e brava! mi hai “scoperto”!

    call me “il veterano” o – if you prefer – “il reduce”.

    quando mi ritirerò, sarò “l’antiquario” (cose antiche, cose perdute e io, il custode)

    😉

  12. Alle volte sei commovente per quanto sei ingenua.
    Hai mai riflettuto sul fatto che magari la regola “mai innamorarsi” non è da intendersi come “chiudere l’ovile una volta che le pecore son scappate” ‘chè sarebbe cosa vana?

  13. @satiro: hai mai riflettuto che forse quella regola è stata codificata dopo questa storia? 🙂
    Mica c’è un ordine qui dentro, sai? 😀

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