Il mondo come verità e come rappresentazione

La verità è il pane dei filosofi, ché solo i filosofi sembrano aver bisogno di nutrirsene.
Ma la vita è altro.
E’ un cercar di non raccontare troppe bugie, che alla fine si fa fatica a tenerle tutte insieme in un sistema autoconsistente.

E allora cosa c’è di vero in quanto ho raccontato fino ad oggi?

C’è che mi piace questo gioco che è un po’ come aprire un sacco e veder cosa c’è dentro.
Sono io la prima a sorprendermi di quel che salta fuori dalla memoria.
Spiritelli bizzarri che scelgo di non scegliere, ma che butto lì come sono.
Non c’è ordine, criterio o logica in quel che scrivo.
E il mio modo di scrivere danza con la stessa incoerenza, ché diverse eran le emozioni dei quindici, da quelle dei venti, da quelle dei trent’anni.
E il filtro di quelle di oggi su tutto.

Eppure le storie raccontate son tutte vere per quanto possan esser veri i punti di vista, ché qui alla fine ci son sempre e solo i miei. Com’è giusto che sia, per altro.

I nomi no.
Non sono quasi mai veri i nomi, perché forse a qualcuno non piacerebbe riconoscersi e non voglio nemmeno saperlo.
Ma anche qui ci sono alcune eccezioni, ché la linearità non appartiene al mio esser dama barocca.
Mario Ferrandi, poi, compare con nome e cognome.
Ma so che a lui non importa, anzi di certo ci avrà riso un po’, cercando di indovinare chi io sia. Immagino ci sia facilmente riuscito.

Non so quante storie ho ancora da raccontare, ma prima o poi capiterà che aprendo il sacco lo trovi vuoto.
E allora vestirò gli allori di Nerone, impugnerò una cetra e vi lascerò in una fiammata finale.

Ciò detto, signor Capitano, è d’uopo che lei aggiorni il suo dizionario ragionato dei blog, perché io non vi compaio.
Mi metta pure sotto la voce genius.
Come Wile E. Coyote.

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10 commenti

Archiviato in Fabulae

10 risposte a “Il mondo come verità e come rappresentazione

  1. Cos’è oggi? una configurazione astrologica universale? la giornata internazionale delle Pippe?
    Finché ce n’è, nel sacco, andiamo avanti.

  2. collezionediuomini

    @penelope la bella: se non fosse stata una pippa, mica avrei messo quel titolo… no? 😉

  3. Apprendo che da gli uomini da te collezionati non sono da attribuirsi a una tua licenza poetica. Mi compiaccio con te e faccio ammenda dei miei dubbi.
    Per quanto riguarda la voce “genius” temo di non poterti favorire. Aggiungerò la voce genius al mio dizionario del blog quando mi capiterà di incontrarne uno, circostanza che finora non si è ancora verificata, senz’altro a causa della mia sfortuna cronica. Ciao e buona domenica.

  4. collezionediuomini

    @mio capitano: ci sarebbe da sciogliersi in lacrime. ma l’ho già fatto per qualcun altro tempo fa.
    E non ricordo nemmeno il perché.

  5. IGB

    Wile E. Coyote?
    Mi vuoi sposare?

  6. …scuotiamoci le mani, amica! 🙂

  7. Wile E. Coyote è il totem personale di mio cognato Francesco, un gran bel tipo, nel senso di persona interessante, ma anche in quello di tombeur (anche trombeur, devo supporre) de femmes, visto che per qualche ragione che sfugge – sia a me che lo conosco relativamente da poco (un lustro) che a sua sorella, che lo conosce da qualche decennio prima – le femmes in questione (alcune rappresentanti della categoria, almeno, tutte abbastanza somigliantisi tra loro, belle more snelle colte eleganti) se lo litigano.

    Un bel titolo, devo dire, suggestivo e descrittivo insieme; molto bello l’incipit.

    E nell’insieme un bel post. Insomma, m’è piaciuto.

    As a reward, I sent you the tale I promised.

    Looking forward to hear from you, sincerly yours
    Gilbert G. Ames, CTO

  8. collezionediuomini

    @Gilgamesh: mi hai sgamata: mi è venuto in mente un titolo fantastico… e non potevo non farci un post! 😀

  9. Ok, però sul racconto “Snow, Glass, Apples” di Neil Gaiman chr t’ho mandato in PDFavantieri, dopo averlo tanto sollecitato, ancora nemmeno due righe per confermare che l’hai ricevuto e che ti accingi a leggerlo. Tsk, Tsk.

    E dire che avrei pronto “A study in Emerald”, scansione originale con pubblicità d’epoca…

  10. Già te l’ho detto una volta: non ti ci vedo con il sacco vuoto. E poi, anche vuoto, ci piaci comunque…!

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