Null

Questo non è il posto giusto per parlarne, ché qui si parla solo di cazzate (letteralmente 😉 ).
E domani probabilmente ricomincerò a parlicchiare di uomini, storielle e risate.
Ma oggi no.

Sapevo che avremmo perso, sapevo che il mio voto sarebbe stato inutile, ma non avei mai pensato così tanto inutile.
Ho la coscienza tranquilla, ma non basta a rasserenare il mio stato d’animo: sono come svuotata.

E sento il bisogno, il bisogno fisico, di sapere che anche se ha stravinto la cultura dei disvalori, del sorpasso a destra, dell’opportunismo, del qualunquismo, si possa ancora credere che ci sia qualcosa di meglio.

Il bisogno di sapere che non sono solo io a volerci credere ancora.
Anche adesso.

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8 commenti

Archiviato in Lezioni

8 risposte a “Null

  1. c’è qualcosa di meglio, sì.
    e quel qualcosa siamo noi, quelli che hanno perso, quelli che hanno creduto di poter cambiare qualcosa e ancora ci credono, anche se sanno che ci vorrà più tempo, più sacrifici, più fatica, quelli che non si arrendono, comunque sia andata.
    (guarda ad esempio il blog per aiutare Inna… in una manciata di giorni più di milleduecento accessi e NESSUNO che non abbia fatto almeno un post, un link o un appello, nessuno che si sia tirato indietro… è questo il qualcosa di meglio)
    un abbraccio

  2. Senti il bisogno di sapere se c’è qualcuno che ci crede ancora? Secondo te i 13.700.000 italiani che hanno votato come te dove li metti? Secondo te molleranno? Io credo proprio di no. E nel nostro piccolo mondo di blogger non hai visto che (giramenti di coglioni a parte e un pò di scoramento in alcuni) c’è la voglia di ripartire da dove abbiamo lasciato. Forza. Un bel respiro forte e riprendiamo a diffondere le nostre idee. Ognuno nel suo piccolo può fare molto. Ha perfettamente ragione brix. Un abbraccio forte

  3. cloruro

    La maggiornaza degli italiani adora il grande fratello, vuoi competere intellettualmente con loro?

  4. Certo che lo schiaffo è stato forte…. un senso di svuotamento mi ha accompagnato in questi giorni…. ora bisogna rialzarsi perchè credo che siamo in tanti a crederci ancora!!!

  5. Siamo tutti concordi, come ben sai… E’ solo questione di riprendersi.
    Speriamo…

  6. A N N I C H I L I T O! voglio espatriare, e lo dico sul serio, non ho l’eà per combattere, né la forza, sempre che, avendocele, si potrebbe ottenere qualcosa. …
    citando i CSI “voglio ciò che mi spetta, è mio, m’aspetta” ma “non ora, non QUI”.

    nb se la stragrande maggioranza vota berlusconi io sono un alieno, magari devo trovare il mio pianeta d’origine.

  7. Il mio amico Jacopo Fo ha scritto in proposito un post secondo me molto bello.

    Anni fa ho preso in seria considerazione l’idea di trasferirmi insieme alla mia compagna alle isole Samoa (quelle indipendenti, Malo Sa’oloto Tuto’atasi, sotto l’illuminato regno di Tuiatua Tupua Tamasese Efi, monarca per i prossimi 5 anni, successore di Malietoa Tanumafili II, morto nel maggio dello scorso anno e che regnava dall’anno della mia nascita, 1963, era il più anziano monarca vivente). Le figure professionali più richieste laggiù sono informatici e insegnanti d’inglese, ovvero i rispettivi mestieri 🙂 manco a farlo apposta, insomma in qualche modo ci chiamavano. Ci siamo documentati e abbiamo pure pianificato un viaggio d’un mesetto in ricognizione, poi invece è arrivata nostra figlia, che ora ha 30 mesi, e abbiamo rimandato sine die.

    Ora ci si potrebbe sentire sufficientemente motivati da riprendere in considerazione l’idea di far crescere la bimba nel Sud Pacifico piuttosto che qua in Enotria.

    Se proprio non andasse, chiediamo la cittadinanza della libera repubblica di Atlantide (vedi sempre blog di Jacopo): il posto ci piace, in Umbria ho già vissuto per un po’ di mesi di seguito, distribuiti in vari anni, e ancora ogni tanto ci torno.

    Perché fondamentalmente ha ragione Rododentro: il vaccino preconizzato da Montanelli non è bastato, perché il berlusconismo non è una semplice infezione batterica, è un retrovirus che in quattordici anni ha modificato il modo di pensare di molte persone, e quindi nei libri di storia avremo un altro ventennio, e speriamo non di più, perché se avesse ragione Scapagnini, con la presunta immortalità virtuale di costui, sarebbe un altro problema lasciato alle prossime generazioni.

    E ho ritagliato e conservato “L’amaca” di ieri scritta da Michele Serra, da rileggere ogni tanto. Probabilmente la incornicio, con la frase finale evidenziata in giallo, come ricostituente per l’anima.

    Perché quello che ha vinto avantieri, è sostanzialmente il partito di quelli che lasciano la macchina in seconda fila.

    Perdona lo sfogo, inoltre baci. E appena ti ripigli, dimmi se t’è piaciuto il racconto 🙂

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