Archivi del mese: maggio 2008

Lesbica?

Ho appena fatto un test il cui risultato che sono gay nell’anima.

A prescindere dal fatto che è improbabile che un atea prenda sul serio un test che alla fine pontifica su una presunta anima, ma, cazzarola, che abbia sbagliato tutto e che non sia vero che mi piacciono gli uomini?

Penelope, esperterrima di lesbiche in pectore, dove sei? 😀

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Bon ton

E’ da un paio di giorni che mi arrovello su un problema di savoir vivre.
Che fare dei regali ricevuti? E, nella fattispecie, che fare se il regalo è un sex toy?

Monsignor Della Casa e Donna Letizia non prendevano nemmeno in considerazione relazioni che fossero men che fidanzamenti e tampo regali che non fossero gioielli, quindi inutile cercar nel galateo.

E allora che faccio?

Perché alcuni giochini sarebbero anche divertenti, ma probabilmente sarebbe poco carino usarli con altri da chi li ha regalati. E, al contempo, mica ho voglia di riempirmi la casa di n copie, una per ogni uomo della mia vita.

Si restituiscono? Si danno in testa al malcapitato? Si fa un falò sulla pubblica piazza? Si etichettano per ricordarsi di chi erano? Si mettono in un’unica scatola e si dimenticano?

Un vero dramma… vero?

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Frammenti di memoria

Odore di tabacco. Tabacco al cioccolato.
Odore di ricordi che trafiggono.
Improvvisi. Improvvidi.

Di te che scrivevi. A mano, che detestavi qualsiasi cosa che avesse un qualsiasi sentore di modernità.
Lettere veloci che si susseguivano leggere in una straordinaria armonia. Quaderni e quaderni riempiti fitti fitti, ché eri sempre in ritardo e il pezzo non poteva aspettare oltre.

E fumavi. Quel tabacco al cioccolato ben pressato nella vecchia pipa di ciliegio che era stata di tuo nonno.
Odore pungente di un camino acceso al calar dell’autunno. Di una milonga ballata su una terrazza d’inverno. Di un brivido fresco al vento del nord.
Odore caldo che impregnava ogni cosa.
Anche me.

Brace comunque destinata a spegnersi.
Ultimo svolazzo di penna d’oca al suono di un bandoneon lontano.
Inchiostro di china su carta preziosa.

Odore di ricordi.

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Coff coff…

Qualcuno pensi a una bella epigrafe (capito, sior maestro?), che qui va sempre peggio.

E, in ogni caso, vi ho amato molto*.
Tutti. E anche Penelope, che non ci crede.
Ecco.

* è così che si usa dire, no? 😀

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Moritura vos salutat

In teoria oggi sarebbe il 20 di maggio.
In teoria perché basta guardar fuori dalla finestra per rendersi conto che il calendario ha sbagliato.
E ha sbagliato così tanto che io mi ritrovo da giorni con una bronchite assurda, la febbre e la testa che è più vuota di un cartone vuoto.

E’ che l’altro giorno a Perugia si nuotava nella pioggia e nel vento che sembra di esser nel bel mezzo di una tempesta del mare del nord. E io ero senza ombrello ed ero così fradicia che non valeva nemmeno la pena di comprarne uno.

Insomma non sono morta, solo tanto malata e priva delle necessarie cure mediche.
Me misera, me tapina, me infelicemente infelice.
Ahimè.

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Della crudeltà, della stranezza e della razionalità.

Sei strana

– Strana, io? E perché?

Fidati, sei strana…

– E che faccio di così bizzarro? Mangio lombrichi? Dormo a testa in giù? Rimescolo sillabe?

Hai la crudeltà della razionalità. Il fascino dell’impossibile.
Tu non c’entri mai.
Sei sempre fuori, spettatrice impassibile di te stessa medesima. Mai coinvolta.
A non conoscerti, naturalmente…

– Perché… a conoscermi?

Se ne ha la conferma.

Autocommento: surreale

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Memoria selettiva

Quando ti trovi in un campo di papaveri alle sei del mattino ti vengono in mente post fantastici.
Quando, sei ore dopo, ti trovi davanti alla tastiera ti rendi conto che non ricordi una cippa dei post di cui sopra.

Un solo pensiero di quel lungo giro è rimasto imbrigliato ai miei neuroni.
E non c’entrava niente coi post e con il fastasticume:

anche qui le bouganville, incredibili visu, resistono all’aperto

Ché ce n’eran tre enormi sul lato del cimitero.

Meglio che all’alba faccia altro.
Decisamente.

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