Relax

La mia stanza da letto è sempre lì, al solito posto.
Entrarci e sentire un leggero odore di polvere è un tutt’uno, da quando non abito più qui.

E son più di vent’anni ormai.

Il mio vecchio letto che resta sempre il più comodo dei letti.
Con le lenzuola di lino bianco e il copriletto di seta oro tessuti da mia bisnonna.
Caldo e fresco. Avviluppante. Narcotico.

Davanti a me una stampa antica di Praga, comprata su per le viuzze di Mala Strana. Sopra la testa i poster sulle ricerche iconografiche del mio amico Guerrino.

L’armadio e il cassettone in radica, che contengono e custodiscono quello che sarebbe il mio corredo.
Una teoria di lini, cotoni, pizzi e ricami che sono e resteranno ancora lì.

E molti libri, letti e riletti decinaia di volte.
Da rileggere ancora.

Questo è il mio buen retiro.
Dove riposare di lavoro e vacanze.

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6 commenti

Archiviato in Fabulae

6 risposte a “Relax

  1. Anche io ho un buen retiro.
    Ultimamente però non mi lasciano entrare.

  2. Apperò… una cuccia!
    🙂

  3. Io non ho un buon retiro e il corredo me lo sono venduto
    😈

  4. Appena ritornato, dopo oltre un mese (dal 28 luglio) in Sardegna.

    Per me, semplicemente, il mare è vita: il sole mi nutre, e respirare l’aria salsa mi ritempra. Adoro nuotare sott’acqua, resisto in apnea anche tre/quattro minuti e mi riempio gli occhi con le immagini dei fondali (la settimana scorsa ho nuotato coi pesci balestra nella secca di fronte alla spiaggia di Simius).

    Amo andare a vela (catamarano e windsurf, da oltre due decenni ormai, da un paio d’anni anche kite/wakeboard) e sto cercando di trasmettere questa passione alla mia figlioletta treenne (tra due settimane esatte) che ha già una discreta acquaticità.

    Aggiungiamoci le grigliate di pesce appena pescato (spigole, muggini e orate) e il mirto fatto in casa da una mia prozia, e altre notevoli esperienze enogastronomiche. In più sono riuscito a leggere quattro romanzi e tre saggi (Niffoi, King, Potocki, Safran Foer e Travaglio, Pennac, Saviano) e rimanere un mese intero privo di connessione senza soffrirne.

    Solo, quella che era camera mia nella grande casa avita è ormai parte della cucina all’americana di mio fratello secondogenito (di quattro). I miei libri, un centinaio di decinaie, sono ammassati nello scantinato, in attesa che si crei lo spazio per trasportarli qua: il che è un guaio perché ogni volta che acquisto una nuova libreria appositamente – e ormai ho terminato le pareti disponibili – finisco per riempirla di nuovi acquisti in pochi mesi, tra autunno inverno e primavera.

    C’è qualcuno interessato alla collezione in volumi “opera omnia” di Jules Verne, Emilio Salgari, Edgar Allan Poe, Howard Phyllis Lovecraft, Isaac Asimov, Clifford Simak, Alfred Elton Van Vogt, J.G. Ballard, Ray Bradbury, Graham Greene, Jorge Luis Borges, Stephen Hawking, Mircea Eliade, Robert Graves, Carlos Castaneda, Bruce Chatwin, Umberto Eco, Neil Gaiman, Stephen King, Terry Pratchett, Daniel Pennac, Italo Calvino, Giorgio Saviane e titoli sparsi di decine di altri autori, con piccoli gioielli come le edizioni Penguin in lingua originale di molti dei precedentemente citati?

  5. @gilgamesh: moriremo soffocati dai libri.
    Ma felici. 😀

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