Caffè e tè

Tornata in città ieri. Di corsa, as usual.
Però correre a volte non è abbastanza.
E così capita che davanti a una libreria musicale si finisca -letteralmente- contro una vecchia conoscenza.

L’anaffettivo.
Sempre uguale a se stesso medesimo, nonostante qualche anno in più.
Probabilmente anch’io, del resto.

Un caffè al bar a fianco.
Chiacchiere stentate. Quelle di chi non ha più niente da dirsi.
Quelli che speri che finiscan presto, ché non sono mai incominciate.

Non avrei mai immaginato che cambiassi vita…
– Nemmeno io.
Però se vuoi ti aspetto per un tè
– No, grazie. Tu bevi solo earl grey.

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12 commenti

Archiviato in Fabulae

12 risposte a “Caffè e tè

  1. Io in genere bevo il Prince of Wales.
    A volte anche il tè rosso.
    Magari anche quello verde…
    (Non so, forse può interessare…)

  2. rurinedda

    copione vecchio e stantio….ma perchè gli uomini sono sempre così prevedibili? Un pò di originalità, please!!!

  3. In che modo hai cambiato la vita? e quando?

  4. @aquila:sul tè sono una rompicoglioni come pochi. Anche sul resto, dirai…

    @rurinedda: potremmo girare con fogli di copione da allungargli… almeno si sentirebbero battute diverse! 😉

    @Penelope da cinque anni a questa parte un po’ di cose sono cambiate.
    Ho cambiato casa. E anche lavoro.
    Ma soprattutto, per quanto riguarda l’anaffettivo, non frequento più il mondo dei musicisti.
    E non è piccola cosa…

  5. Signora collezione, temo che non solo sul té, lei lo sia… 😛
    Sentivo la sua mancanza, tuttavia… Prendiamo un té?

  6. Ho dovuto cercare l’earl grey su google, per fortuna quella dell’anaffettivo la sapevo. Non provo nessuna simpatia per uno che dice di essere anaffettivo. Se incontrassi un tipo così, penso che gli direi: “Parla comme t’ha fatto mammeta”.

  7. L’Earl Grey, quello buono (non quello delle orrende bustine che sa di cartone), piace anche a me.
    Certo, non è l’unico piacere della vita…

    —Alex

  8. I miei preferiti sono il Lapsang Souchong (tè nero dal caratteristiico sentore di “affumicato”) nella varietà “pozzo del drago” abbastanza difficile da trovare in Italia, e il classico Pu-erh, tè rosso dal particolare gusto “conciato” scoperto durante un viaggio in Turchia quasi tre decenni fa.

    Apprezzo anche alcune varietà indiane di Chai, “condite” con zenzero e cardamomo, a seconda dell’umore.

    Trovo irresistibile la definizione di George Mikes riguardo a come il tè sia diventato la bevanda nazionale britannica:

    The trouble with tea is that originally it was quite a good drink.

    So a group of the most eminent British scientists put their head together, and made complicated biological experimnts to find a way of spoiling it.

    To the eternal glory of the British science their labor bore fruit. They suggested that if you do not drink it clear, or with lemon or rum or sugar, but pour a few drops of cold milk in it and no sugar at all, the desired object is achieved

    Once this refreshing, aromatic oriental beverage was succesfully transformed into colourless and tasteless gargling water, it suddenly became the national drink of Great Britain and Ireland.

    (da “How to be a Brit”, Penguin, 1984)

  9. quindi secondo te gli anaffettivi non si rinnovano? i cambiamenti dipendono tutti da quanto ti apri agli altri?

  10. @ Giulio: io sono fermamente convinta che dopo una certa età non si cambi più.
    Ma se ci si sta bene nei propri panni, perché cambiarli?

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