Un whisky alle sei di pomeriggio

Anche farsi rubare un telefono ha il suo perché.
Ché altrimenti non lo avrei ritrovato quel vecchio sms che mi ha riportato in piazza del Campo in una sera d’autunno.

A bere whisky guardando la Torre del Mangia.
A ridere. A chiacchierare.

A far finta di rubarsi baci.
E di avere un futuro, sapendo bene che non ci sarebbe stato.

Me ne farei prendere due di telefoni per avere il sorriso che ho sulla faccia adesso.

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11 commenti

Archiviato in Dediche, Scoperte

11 risposte a “Un whisky alle sei di pomeriggio

  1. Non dirmi che la tua rubrica telefonica è a disposizione del mondo intero!

  2. @aquila: tu non c’eri, quindi… di che ti preoccupi? 😀

  3. leggo, per la prima volta, una vena di malinconia.
    Ne sono stupita.
    Hai un cuoricino, dunque, dove le cose di allora stanno ancora sedute comodamente?

  4. 🙂 Come sempre, i tuoi post sono carichi di una sensualità che inebria anche chi non l’ha vissuta…

  5. Per tutte le volte che ho letto sto titolo mi sò ‘mbriacato!
    Anche se solo il quello, mettine uno nuovo, non so: la limonata di mattina!
    😀
    saluti colez

  6. Sei tornata al Campo?

    —Alex

  7. Il whisky l’ha stesa definitivamente.
    “Stesa” in senso metaforico, s’intende…

  8. Tu lo sai, vero, che io mi preoccupo quando scompari così?
    Dove sei?
    Fornisci notizie, please.

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