Chiacchiere ferme

Traffico da giorno di sciopero dei mezzi pubblici in una città antica, che non ha né i mezzi né le misure per sopportarlo.
Ed eccomi qui, a scrivere da un bell’ingorgo.
Be’ non è poi tanto male.

Basta alzare un attimo gli occhi per vedere le nuvole ballerine in un cielo che è tutto fuorché novembrino.

Per vedere la meraviglia della luce radente a sbatacchiare le imposte dei palazzi.
Quegli antichi, che sembran essere lì solo per rivelare fasti e miseria degli uomini. E quelli degli anni sessanta che i fasti non li hanno nemmeno mai intuiti.

Ed eccolo lì, che passa sfiorandoti la macchina, l’imbianchino che ha deciso di andare al lavoro in bicicletta.
E’ inconfondibile con le macchie di colore sulla tua. Se solo tirassi giù il finestrino potresti sentire l’odore dolciastro della tempera.

E il barista che fa lo slalom col vassoio dalle millemila tazzine. E ti chiedi come faccia a non rovesciarne manco una. Avantindietro e ancora avantindietro. Senza sbagliare mai.
Starei ore a guardarlo.

E l’odore del pane appena sfornato che trova un pertugio per arrivare alle tue narici, che non lo sentivi da anni l’odore del pane, che al supermercato quando ci arrivi tu c’è solo odore di plastica.

Ma quante cose ci si perdono ad essere sempre di corsa?

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12 commenti

Archiviato in Fabulae

12 risposte a “Chiacchiere ferme

  1. salvogullotto

    eheh… io vengo da un paesino e vivo in una metropoli… ancora oggi mi sorprende stare a guardare le differenze di tempistica nella vita del paesino rispetto alla metropoli. quindi poveri gli abitanti della metropoli che non conoscono i tempi dei paesini e poveri gli abitanti dei paesini che non conoscono i tempi della metropoli!!!

  2. Mia deliziosa collez, non mi abituare troppo bene, che poi ci prendo gusto.

  3. Ma davvero scrivevi nell’ingorgo? Interessante spaccato cittadino; non so cosa potrei cavare dal computer se dovessi scrivere qualche riga nel caos napoletano.
    Grande la voglia di fermarsi.
    Grandissimo il desiderio della lentezza.
    Stanno cominciando a piacermi pure i film lenti. Ciao collez.

  4. Spaccato dal nostalgico sapore retrò, donna fortunata!
    Io se rimango imbottigliato nel traffico della Capitale il massimo che ho l’opportunità di cogliere è l’immagine del vicino di auto che si scaccola laboriosamente, e quello davanti che bestemmia rischiando di farsi venire un ictus…
    O sono io che non guardo dalla parte giusta? :-I

  5. Ho visto solo ora che hai gentilmente comprato il mio libro e che lo hai citato nel post sottostante. Ti ringrazio ovviamente e so che se avrai un attimo di pausa potrai dargli uno sguardo.
    Anch’io ho pile di libri ammucchiati, che mi fissano accusatori: quando ci leggi, sfaticato! 😦

  6. Diventi poetica negli ingorghi, eh?
    Chissà cosa hanno pensato l’imbianchino, il barista e il fornaio vedendo che li osservavi…

  7. @aquila: dici che mi han preso per una maniaca?

  8. Non è che l’hai “fatto strano” nella neve e ti sei buscata una polmonite, eh?

  9. baobab

    toc toc posso entrare?mi piacciono i vostri commenti…l atmosfera ovattata …mi piace osservare..

  10. C’è chi lo “fa strano” e chi come la sottoscritta :”acrobatico”! 😳
    kisses e buona domenica

  11. baobab

    acrobatico……….sul trapezio?

  12. @aquila: nella neve? Che me ne ricordi io è successo solo una volta, quando ero più che giovane. E ne ricordo solo il freddo 😀

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