Das Glasperlenspiel

Josef Knecht arrivò nella nebbiolina fresca di una mattina di fine inverno.
Non so se arrivasse direttamente da Castalia, ma di sicuro non era umano.
Del resto, manco io lo ero e forse non lo sono ancora adesso.

E giocava. Giocava sempre il Magister Ludi.
Piccole perle di vetro che rotolavano. Note di Bach che si accavallavano.
Corpi che si intrecciavano. Menti che si avviluppavano.

Tempo che scorreva. Fidanzati che passavano. Traslochi. Partenze.
E il giuoco delle perle di vetro che, comunque, non si interrompeva mai.

Ma non è che siamo noi fidanzati e gli altri i reciproci amanti?
Da allora non ci siamo visti più.

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12 commenti

Archiviato in Fabulae

12 risposte a “Das Glasperlenspiel

  1. Che peccato… pareva interessante…

    —Alex

  2. Marcus

    Ma davvero hai avuto tutti questi uomini?

  3. Peccato… 😦

    —Alex

  4. @Marcus: li hai contati? io no…

    @Alex: peccato? Nooo… è stato davvero un bel gioco.
    E poi le primedonne se ne vanno all’acme della festa, no? 🙂

  5. sempre bello ritrovarti, collezionediuomini.

  6. Sempre bello vederti, Penelope adorata

  7. Ci andrei pure io a Castalia, però non a giocare con le perle.

  8. Paura recondita…
    Tua o sua?

  9. salvogullotto

    gli amanti hanno la magia dell’essere amanti

  10. direi che peccato,
    sono momenti che se restano nei ricordi, se meritano una citazione
    è perchè ci han reso felici…

  11. ti ho incastrato in una catena, mia delizia.

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