Archivi del mese: marzo 2010

L’anaffettiva

L’anaffettiva sono io.

Sono io quella che non si lega a nessuno. Che non sente il bisogno di nessuno.
Che ha una sua strada che contempla solo se stessa.
Sono io quella che ignora. Quella che non dà attenzioni. Quella che ha sempre altro per la testa.

Veronica ha ragione: vivere con chi non sa corrispondere i propri sentimenti perché non li sa proprio provare è un inferno.
Mi è stato detto più volte, ma vederlo scritto ieri me l’ha reso più vero.

Ciò detto, non riesco a provare sensi di colpa. Ad avere rimpianti. A dispiacermi fino in fondo.
Sono fatta così, anche perché ho scelto di essere così, ché a distruggere si fa meno fatica che a costruire. Ché pensare per sé è più semplice che pensare per due.

E, in fondo, sono sempre e solo dannatamente pigra.
E faccio fatica solo quando la devo fare.
Ma per un uomo, mai.

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Max

Era un giorno di pioggia.
Di acquazzoni primaverili, proprio come oggi.

Max arrivò così, con i capelli biondo-dorati (e la sua vanità non transigeva su questo) grondanti di pioggia sotto un cappello nero che per la pioggia aveva perso ogni forma.

Posso avere riparo per un attimo? disse occhieggiando il mio ombrello.
Molto grande per una persona, non abbastanza per due.
Lo accompagnai fin sotto casa sua. E a quel punto ad essere fradici eravamo in due.

Mi invitò a salire per un the. E solo un the fu.
Almeno quella volta.

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