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Paolo

Passi che rimbombano sordi contro le pareti ricoperte di libri.
– Siamo rimasti solo noi, mi sa…

Alzo la testa. A volte uscire dai miei pensieri è davvero una fatica.
Allungo lo sguardo verso una vetrata che, di sicuro, ha visto tempi migliori.
La polvere la rende cieca, ma fuori è talmente buio che comunque ci sarebbe ben poco da vedere.

Solo noi?
– Direi proprio di sì… e se non ci sbrighiamo il custode ci spazzerà fuori!

Raduno le mie cose in fretta, in un attimo sono pronta per uscire.
Guardo di nuovo verso la finestra. E me lo sento tutto addosso il freddo che fa fuori.
Me ne starei a dormire sotto il vecchio tavolo, piuttosto.

– Ti posso aspettare?
Eh? Perché mai mi dovresti aspettare?
– Be’… è buio… sei sola… magari potrebbe farti piacere se qualcuno ti accompagnasse a casa.
Perché no?

Paolo me lo ricordo così, come quel giorno che ci siamo conosciuti, tanti anni fa.
E’ un ricordo morbido e avvolgente.
Come i maglioni che indossava e che mi prestava sempre. Come il suo dopobarba che sapeva di the. Come le sue braccia che mi stringevano forte.
Come la sua pelle che scorreva setosa sotto le mie dita.
Come la sua voce che mi faceva vibrare.

– Perché non parli?
Boh… così… non ho niente da dire.
– Be’… se fossi sincera diresti che non ci vedremo più.
Non ci vedremo più? Ma che dici…

Aveva ragione lui.
Paolo era un uomo d’inverno e ormai l’estate era alle porte.

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Last minute woman

L’unica vera e incontestabile verità è che io non so prendere alcun impegno.
O, meglio, li saprei anche prendere, solo che poi non li so rispettare.
Insomma son di quel pirandelliano per cui la verità d’oggi è destinata rivelarsi illusione di domani

Per questo, caro Alf**, è del tutto inutile che io ti dica che verrò alla cena che vuoi organizzare a luglio.
Luglio, come ti dicevo, è davvero lontanissimo nella mia testa e, facendo un’analisi marxiana dei miei comportamenti standard da vent’anni a questa parte, posso dire con assoluta certezza che all’ultimo momenti tirerei un pacco inverosimilmente incredibile.
Sai quelle cose del tipo le cavallette mi hanno devastato il giardino, gli alieni mi stanno per rapire e mia mamma non vuole? Ecco una roba così.

E allora chiedimelo il giorno prima, che se non ho voglia ti dico che non non ho voglia, ma se ti dico di sì, puoi star certo di contare sulla mia presenza.

Sono una rompicazzo presuntuosa e pretestuosa, lo so… però so anche che non c’è certo bisogno di me per divertirsi, no?

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Luis

Mezzo canadese, mezzo americano.
E non ho mai saputo dire quale delle due metà fosse a peggiore.

Però era affascinante Luis, con le sue mille storie da raccontare e le sue ingenuità da americano che sgrana gli occhi davanti a qualsiasi cosa che abbia più di trent’anni (non io, non allora… NdA 😉 ).

Le sue bugie, alle quali facevo finta di credere.
Le mie bugie, alle quali lui faceva finta di credere.
In un gioco delle parti fine a se stesso, ché nessuno dei due chiedeva niente all’altro.

La leggerezza di minuetto danzato in punta di dita. Una partita a scacchi fatta di pezzi che andavano e venivano in barba a ogni regola e convenzione.

E poi… e poi abbiamo smesso di cercarci.
Il gioco è bello fiché dura poco.

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Piccole bugie

Lo sapevo fin da principio che il guaio mi avrebbe complicato la vita.
Soprattutto perché è facile essere complici quando si ha lo stesso cervello bacato.

Senti, se ti chiamasse A, potresti dirle che ieri ero da te?
– Uhmmm… perché A. mi dovrebbe chiamare?
Non lo so… ma se ti chiamassi confermi che ero da te?
– E se poi mi chiede che ci facevi da me, che le dico?
Ma, non so… le solite cose?
– Sicuro che A. vorrebbe sapere delle solite cose?

Un paio d’ore dopo, puntuale come la morte, A. ha chiamato.
E io le ho raccontato una storia così bella che lei non avrebbe potuto desiderare di sentirne una migliore. Particolari complicati con qualche pizzico di verità per darle quel tocco di inverosimile che l’avrebbe resa più vera del vero.

Non è poi così difficile sostenere che un asino può volare.
In fondo basta metterlo su un aereo.

E, altrettanto in fondo, basta poco a tranquillizzare chi cerca conferme.

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