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Piccoli piaceri della vita

Svegliarsi che fuori c’è il temporale, girarsi e continuare a dormire.
Non riesco a pensare a una giornata migliore…

Qualche anima pia si offre di portarmi il pranzo?

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Moritura vos salutat

In teoria oggi sarebbe il 20 di maggio.
In teoria perché basta guardar fuori dalla finestra per rendersi conto che il calendario ha sbagliato.
E ha sbagliato così tanto che io mi ritrovo da giorni con una bronchite assurda, la febbre e la testa che è più vuota di un cartone vuoto.

E’ che l’altro giorno a Perugia si nuotava nella pioggia e nel vento che sembra di esser nel bel mezzo di una tempesta del mare del nord. E io ero senza ombrello ed ero così fradicia che non valeva nemmeno la pena di comprarne uno.

Insomma non sono morta, solo tanto malata e priva delle necessarie cure mediche.
Me misera, me tapina, me infelicemente infelice.
Ahimè.

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Due passi nel parco

E finalmente anche novembre è quasi finito. 
E’ triste novembre, con le sue giornate corte e bigie che vorrebbe già esser inverno ma non può.

Passeggiare in un parco dopo giorni di pioggia, con le foglie, un tempo lussureggianti di verde, ridotte ormai a morchia.
Ed è già uno sforzo anche solo pensarlo.

Cosa fai stasera?

Stasera è lontanissimo, quando il buio comincia presto. Quando fa freddo. Quando si ha voglia solo di un the caldo alla cannella.

Senti, posso avere l’onore della tua attenzione?

Ci sono poche cose che mi irritano più dell’ironia mal riuscita.

– Eh? Dicevi? Dove sarò stasera? Uhmmm… non lo so di preciso.
Ma, molto probabilmente, sarò dove vorrò essere o, quantomeno, molto vicino.
Ci vediamo, eh?

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Cioccolata

E piove.
Piove come se il cielo dovesse piangere tutte le sue lacrime.
Se continua così, domani chiamo il mio falegname e gli ordino un’arca. Caso mai un mal de note, come si dice a Venezia..

Ricordo un giorno al Florian.
Pioveva uguale.
Di questa pioggia d’ottobre che crede d’esser novembre.
Il Gran Caffè Quadri, dall’altra parte della piazza era chiuso. E il Florian inusitatamente pieno.
Ma le dita intirizzite del freddo della biblioteca Marciana reclamavano tregua.
E la cioccolata calda del Florian val bene la messa che è il caffè stesso.

Allora stasera parti?
– Certo che parto.
Sei sicura di non voler restare?

Lo guardo in silenzio.
Per un po’.

Ci sono momenti per restare e momenti per partire.
E quello era il momento di alzare le vele.
Un altro giro ci riporterà a casa.

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