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Il ritorno di Wudy

Buon anno. Adesso che sono solo, sobrio, solare capito ho chi lei è.
Auguri anche a te, arri!

Wudy adesso ha il mio numero di cellulare.
Potrebbe risultarne una tragedia di chiamate non richieste e non gradite…

Mea culpa! 😀

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Wudy, ovvero gli auguri di capodanno

Ci sono ragioni per cui a un uomo dovrebbero essere revocati i diritti civili.
Una di queste è scegliersi un nick come Wudy.

Non so se mi esplico: Wudy… un würstel che, nel suo esser di pollo, non conosce nemmeno la dignità dell’abiezione.

Credo di aver conosciuto cotanto esemplare tra la più varia umanità che ha caratterizzato il mio peregrinare su Spraydate.
Di certo resta un numero di telefono che, nel mio esser tassonomica, è stato registrato nella categoria banned dell’address book del mio computer.

Fin qui, poco male, se non che poco tempo fa ho avuto la balzana idea di sincronizzare computer e cellulare.
Il risultato è stato un marasma degno della torre di cui Gilgamesh potrebbe tanto bene raccontare.

E con queste condizioni al contorno si arriva alla notte dell’ultimo dell’anno.
E, soprattutto, agli auguri dell’ultimo dell’anno.

In era tecnologica gli auguri si fanno in tre modi:

  • live, per chi ha la (s)ventura di esser a portata d’orecchio: classico, fine e poco impegnativo
  • urbi et orbimediante post sul blog: rapido ed efficace, ma non bisogna essere in zona dimenticata da dio e dagli uomini priva di alcuna connessione internet
  • sms collettivo, globale e totale: un po’ meno rapido ma sempre efficace. E soprattutto possibile anche in zona dimenticata da dio e (quasi) anche dagli uomini.
  • E allora ci si mette lì, per tempo, e scorrere l’intera rubrica e a decidere a chi rompere i marones e a chi no.
    A chi mandare un augurio classico e formale, a chi mandarlo scherzoso e a chi è JTheoe lo si manda affanculo per l’intero anno nuovo.

    Insomma, un gran lavoro.
    E non si può pretendere che la mia attenzione non abbia crolli una volta arrivati alla W.
    Per farla breve, gli auguri sono arrivati anche a Wudy, l’uomo-würstel.

    Di lì a poco risposta:

    Auguri anche a te, ma chi sei? 

    A quel punto io stavo già ridendo. E non potevo non rispondere. Tentazione cui non rinunciare per niente al mondo.

    – Diciamo che per molto tempo mi hai pregato perché ti chiamassi…

    Io sono Elvis, non è che stai cercando mio fratello Max? 

    Elvis?
    Già bastava Wudy per la revoca dei diritti civili… ma con Elvis come nome non si può nemmeno appellarsi alla clemenza della corte…

    – Mai avuto il piacere di conoscere tuo fratello

    Daiiii, dimmi chi sei! 

    – Non ha importanza. Assolutamente nessuna importanza.

    Invece per me è importante perché sono la moglie che ti risponde! 

    Sguardo luciferino negli occhi… nessuno dovrebbe leggere gli sms altrui. Nemmeno la moglie di Wudy.

    – Be’, allora auguri anche a te e ai vostri pargoli…

    Suona il telefono. Una, due, tre volte.
    Würstel chiama Orson, rispondi Orson.
    Nessuna reazione.

    Senti, ma chi sei? Perché non rispondi al telefono? Vuoi forse farmi litigare con mai moglie, interlocutore/trice misterioso/sa? 

    – Litigare? Per degli auguri? Take it easy, baby…

    Litigare è poco, mi sta sbattendo fuori casa. E pensare che questa sera aveva messo anche le autoreggenti stile B movie anni 80… 

    Wudy è una garanzia.
    Capodanno compreso.

    E, a ogni buon conto… buon anno a tutti! 😀

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